ESPERTA S.r.l.
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PER RAGGIUNGERCI

In auto. Dall’Autostrada A1, si consiglia il raccordo per la A15 Parma-La Spezia, uscendo al casello di Parma Ovest o di Fornovo Taro. Da Parma Ovest si prosegue in direzione Parma; oltrepassato il ponte sul fiume Taro, si svolta a destra per Collecchio e da qui si prosegue in direzione Fornovo fino alla località Pontescodogna, quindi si svolta a destra in Strada Giarola che conduce alla Corte. In alternativa, dal casello di Fornovo si prosegue in direzione Collecchio e Parma; dopo l’abitato di Gaiano si seguono le indicazioni per la Corte di Giarola, svoltando sulla sinistra. In autobus. Linea 6 Parma-Fornovo. Nei giorni feriali i passaggi sono ogni mezz’ora e le fermate sono nei pressi della Stazione ferroviaria e nel centro storico di Parma. Si scende alla fermata in località Pontescodogna e si svolta sulla destra per strada Giarola che conduce alla Corte a circa 700 m. Nei giorni festivi la frequenza è limitata.

LA NOSTRA SEDE: la storica Corte di Giarola, nel Parco Fluviale del Taro
L’insieme degli edifici così come ci appare oggi è frutto di numerosi di continui rimaneggiamenti edilizi a partire da blocchi murari precedenti e di numerose risistemazioni funzionali alle diverse attività che qui si svolgevano.
La struttura sorge già nell’alto medioevo (VIII – IX sec.) come punto di controllo del territorio, per volere della famiglia franca del nobile Ingo, che controlla buona parte della zona tra Taro e Baganza. Alla metà dell’XI sec., la famiglia di Ingo effettua una donazione di terre al monastero femminile di San Paolo: inizia così il periodo più significativo della vita di Giarola come curtis agricola. La struttura diventa punto di riferimento per i pellegrini della Via Francigena (o Via Romea, che nasce in Francia e giunge a Roma), e luogo della gestione del territorio agricolo circostante.
Numerosi atti notarili indicano che questo complesso (nominato anche come castellum difensivo, in gran parte distrutto nel 1308) comprende abitazioni dei lavoratori, stalle, un mulino e una chiesa. La corte costituisce il fulcro da cui si gestisce la zona sotto gli aspetti sociale, religioso e produttivo.
Mentre dal 1440 aumenta molto l’aspetto civile di Giarola (in quell’anno vengono trasformate o eliminate molte fortificazioni), con la battaglia del 1495 torna evidente l’importanza di Giarola quale punto di controllo dei collegamenti tra Parma e Fornovo. Presso la corte si accampano le truppe dei Collegiati Italiani che combattono contro il re di Francia Carlo VIII, durante la sua risalita dopo un tentativo di conquista del Regno di Napoli.
Le monache di San Paolo continuano ad amministrare Giarola fino al periodo napoleonico.
Nel 1811 l’intero territorio viene riorganizzato e, con la soppressione degli ordini religiosi, strutture e campi della curtis sono confiscati, lottizzati e affittati a imprenditori privati che assumono braccianti. Nell’ultima fase di sfruttamento, la corte mantiene esclusivamente un uso produttivo e civile: scompare l’aspetto religioso pur conservandosi la cappella romanica intitolata a S. Nicomede (molto rimaneggiata nel 1760, oggi ricostruita dopo un bombardamento della II guerra mondiale), e vengono aggiunti nuovi edifici quali il caseificio e la fabbrica di conserva del pomodoro.
Acquisita in proprietà pubblica nel 1998, la Corte e le strutture edilizie successivamente aggregate, sono state progressivamente restaurate.

Principali tappe storiche

  • Età del bronzo (2300 – 900 ca a.C.): villaggio terramaricolo di Vicofertile
  • Età Romana: bonifiche, coltura intensiva di cereali lungo le sponde, viabilità lungo il corso d’acqua.
  • Alto Medio – Evo (VII – X sec. d.C.) Giarola amministrata dalla famiglia franca di Ingo e sfruttata come luogo difensivo: rientra nel circuito dell’incastellamento della zona.
  • Basso Medio – Evo ed Età Moderna (X – XIX d.C.): la struttura è amministrata dalle Monache di San Paolo come curtis agricola.
  • XI – XIV sec. d.C.: Giarola è luogo di sosta e accoglienza di molti pellegrini che percorrono la Via Francigena per giungere a Roma.
  • 1495: battaglia di Fornovo: Carlo VIII di Francia (risalendo dopo un tentativo di conquista del Regno di Napoli) viene sconfitto dalle truppe dei Collegiati italiani accampatesi a Giarola.
  • Età napoleonica (inizio sec. XIX d.C.): la corte e le terre sono confiscate alle monache, lottizzate e vendute a privati per usi agricoli produttivi.

 Il territorio attorno alla Corte di Giarola
Il territorio attorno alla Corte è antropizzato da millenni; la presenza dell’uomo, ininterrotta dalla preistoria ad oggi, è testimoniata da numerose tracce. Il toponimo stesso, Glarola, esprime la ricchezza del fiume Taro (la ghiaia), da sempre utilizzata come materiale da costruzione e per realizzare guadi. Le prime tracce rilevanti ci riportano alla preistoria: risale all’età del bronzo un grande villaggio portato in luce a Vicofertile, i cui reperti sono in parte esposti al Museo Archeologico Nazionale di Parma. Questo rientra nella società delle terramare, organizzata in villaggi di “palafitte all’asciutto” tipici della zona padana e sviluppatisi lungo i corsi d’acqua.
Lo sfruttamento del territorio viene incrementato nel passaggio al periodo romano: lungo le sponde del fiume si diffondono colture intensive di cereali e il corso d’acqua diventa il principale mezzo di comunicazione e collegamento.
Durante lunghi secoli di storia l’intera zona ha subito pesanti interventi umani che ne hanno mutato l’aspetto e le caratteristiche, ma che dimostrano il profondo legame tra questo ambiente naturale e le attività che vi si sono sviluppate.